Mancini su Gasp: "Ci disse: '5 partite, 15 punti. Non tutte li faranno'. È il nostro condottiero"
La Roma ce l'ha fatta, è in Champions League. Il difensore giallorosso, Gianluca Mancini, ha parlato ai microfoni de "La Nuova DS", su Rai 2, per commentare il traguardo raggiunto.
Gioia, emozione: cosa provi in questo momento?
"C'è tutto, gioia, emozione, sono dentro a questa squadra da tanti anni, la Roma merita queste gioie. Abbiamo faticato con alti e bassi, arrivare alla fine e vedere la Roma terza ci riempie d'orgoglio, forti degli ani fatti anche con allenatori precedenti, facendo finali e semifinali in Conference ed Europa League, l'anno scorso siamo arrivati ad un punto dalla Champions".
Gasperini con te ha un dialogo particolare. Ti senti pilastro di questa squadra?
"Sì, ma magari perché sono da più tetmpo qua, la maglia della Roma ti porta responsabilità. C'è un seguito di tifosi devastante. Con il mister ho un bellissimo legame. Sono felice anche per lui, arrivare il priomo anno a Roma è tosto, è arrivato questo grande traguardo. Sono felice per lui e per questo gruppo".
C'è stato un momento in cui avete detto: "ce la possiamo fare"?
"Un momento preciso? Sarei bugiardo a dirti che ci sia stato. Ci siamo guardati in fatta dall'inizio dicendoci che ce l'avremmo pottuta fare. Non abbiamo mai abbassato la testa. Posso dirvi che in una riunione Gasperini ci disse: '5 partite, 15 punti, sono tantissimi. Tante squadre che provano ad entrare in Champions: non tutte ce la faranno a vincere 5 partite. Noi se ci riusciremo a vincerle, andremo in Champions'. Da queste parole del mister, che è il nostro condottiero, le abbiamo vinte tutte. Da quelle parole forse è partito tutto. A Parma abbiamo fatto una rimonta che non avevamo mai fatto. Sul 2-1 del Parma nessuno di noi credeva che avremmo perso".
Sei cambiato molto sul comportamento.
"Hai ragione, l'ho detto tante volte, avevo dei limiti, mi perdevo in concentrazione. Oggi mi hanno detto che era l'undicesima partita in diffida. Certe cose le faccio meno ma non perdo in agonismo. Il mister e lo staff hanno lavorato su queste cose, mi sono guardato allo specchio e ci ho lavorato".











